Harlem

Stanotte ad Harlem Cristo ed Ernesto

sorridono e accarezzano la gioia.

Ridono fuori da un bar, stanchi.

Fumano l’ultima sigaretta

prima di salvare ancora il mondo.

Stanotte ad Harlem è una notte diversa.

Lo so. Lo sento.

Si sente da laggiù,

in fondo alla strada.

Stanotte ad Harlem,

nel buio,

c’è una cicatrice;

c’è un occhio svelto,

un flauto furbo.

Stanotte sarà giorno.

Stanotte Sant’Anna rivedrà suo padre

e tornerà bambina.

Stanotte i miracoli saranno finiti

e tutti rideranno.

Felici.

Stanotte è da avere il mal di denti.

Stanotte è da aver fame.

Stanotte ad Harlem ci sono cavalli bianchi

con criniere al vento.

Stanotte ad Harlem tutto tacerà.

E ci sarà un concerto.

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