Macerie

Siamo in attrito costante

contro la pancia della vita.

I sogni sono dietro le nuvole

di un cielo che si allontana.

Non c’è mare

non c’è sosta sicura.

 

Testa e corpo non si vengono incontro

dichiarandosi guerre testarde

che non tarderanno a distruggere ogni cosa.

 

Sono bui sottili, imprevisti.

Bui intraducibili che parlano lingue

antiche come Dio.

 

Si pesca nei ricordi

si pesca a caso

si arranca

ci si accalca di fronte alle immagini

per succhiarne tutta l’aria

che si pensa possano contenere.

Ma di aria nel passato ce n’è poca.

 

“Non c’è rimedio”

diranno i medici innocenti

camminando traballanti su balaustre sporgenti.

 

Lunghi fogli di giornale.

Carta e piombo.

Spaventose macerie

tre le quali raccogliere piccoli pezzi.

Macerie attorno le quali girare senza sosta per ore.

Macerie che prima o poi andranno rimosse

pulite

o semplicemente sorpassate.

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